Rendicontazione e dialogo con le istituzioni e la comunità del territorio. Il documento presentato ieri  in Consiglio regionale con la vice Presidente De Robertis.

La seconda edizione del bilancio sociale della CRT è stata presentata ieri a Firenze nella sede del Consiglio Regionale.

Il bilancio sociale – ha affermato la vice Presidente del Consiglio regionale, Lucia De Robertispermettere di ascoltare, recepire e valutare le indicazioni, in questo caso, dei pazienti e delle loro famiglie. E’ quindi uno strumento indispensabile non soloper valutare il lavoro fatto ma anche per individuare ulteriori strategie di miglioramento. In questo ambito la CRT rappresenta senz dubbio un’eccellenza e un’esperienza avanzata”

La redazione di un bilancio sociale é di per sé un valore –  ha commentato Gaetano Scognamiglio, Presidente di Promo PA. E dimostra attenzione e orientamento alla accountability, verso i soci, i regolatori, gli utenti e la comunità dove si opera. Di questo secondo bilancio sociale curato da Promo Pa vanno peraltro evidenziati in modo particolare due fatti. Il primo é la capacità di motivazione degli operatori con le relative ricadute sulla qualità dei servizi.  L’altro  é l’attivazione del Centro di Ricerca e delle attività connesse fra le quali la prima giornata toscana della ricerca in riabilitazione e la presenza attiva ai numerosi incontri scientifici sul tema, sicuro indizio di un’attitudine al confronto e alla disponibilità al cambiamento in una prospettiva di miglioramento continuo delle cure ai pazienti

Il nostro obiettivo – ha spiegato il Presidente Marco Mugnaiè rendere conto della nostra attività in un’ottica di trasparenza nella gestione delle risorse e instaurare meccanismi di confronto ca­paci di raccogliere opinioni e suggerimenti per migliorare costantemente i servizi. La seconda edizione, e quindi la continuità di redazione, conferma come il bilancio sociale non sia un’esperienza sporadica ma rap­presenti un elemento fondamentale del processo di rendicontazione aziendale e, in definitiva, un model­lo con cui “mostrare”, in maniera chiara e comprensi­bile, il valore prodotto nel corso dell’anno”.

In apertura del bilancio, curato in collaborazione con la Fondazione Promo P.A., vengono evidenziati gli elementi cardine delle attività della Clinica. Le riassume Franco Paolucci, Direttore amministrativo e Coordinatore del gruppo di lavoro sul bilancio sociale: “in primo luogo l’appropriatezza delle cure che sono ero­gate secondo i bisogni di salute espressi dalla singola persona, nel rispetto delle più accreditate indicazioni cliniche e finalizzate al conseguimento dei migliori risul­tati in termini di salute e benessere fisico, psicologico e sociale. Quindi eguaglianza e imparzialità: ogni paziente che si ri­volge alla Clinica riceve le cure mediche più consone ed appropriate senza discriminazione di età, sesso, razza, lingua, religione e opinioni politiche. Ci preoccupiamo poi che il paziente abbia informazioni chiare e complete, che le sue cure siano continue e  regolari, che abbia diritto di scelta  tra i diversi soggetti che erogano il medesimo servizio. La CRT offre prestazioni di ricovero e cura, nonché ambu­latoriali, accreditate convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. Centrali sono gli elementi dell’efficacia e dell’efficienza: ogni operatore lavora per la promozione della salute del paziente, in modo da pro­durre, con le proprie conoscenze tecnico-scientifiche, esiti validi per la salute”.

Quanto alla compagine societaria, la novità del 2018 è stato l’ingresso, con il 5% delle quote dell’Azienda Universitaria Ospedaliera Senese. In questo modo la Clinica di Riabilitazione Toscana si conferma una società per azioni, a prevalente capitale pubblico, controllata al 59% dall’Azienda USL Toscana Sud Est e per le restanti azioni dall’ICS Maugeri SB (19%), dal Comune di Terranuova Bracciolini (17%). Il bilancio sociale conferma che la CRT è integralmente inserita nella rete riabilitativa dell’Azienda USL Toscana Sud Est e rappresenta il polo di eccellenza per la riabilitazione. Presso la CRT è possibile attuare l’intero percorso clinico assistenziale di riabilita­zione: ricovero di alta specializzazione per gravi cerebrolesioni acquisite (cod. 75), ricovero di riabilitazione ospedaliera per pazienti con patologia neurologica, ortopedica, cardiologica (cod. 56), ricovero di riabilitazione extraospedaliera residenziale e semiresidenziale (ex art.26) e infine trattamenti ambulatoriali (ex art. 26 ed ex art. 25) e domiciliari (ex art. 26).

Uno spazio significativo, nel bilancio sociale, trova l’attività di ricerca. “Il nostro  Centro di Ricerca è nato il 1 gennaio del 2018 con l’obiettivo di implementare un’attività di ricerca scientifica che consenta di produrre dei risultati applicabili alle attività assistenziali quotidianamente svolte all’interno della CRT –  ha ricordato il Direttore Scientifico Mauro Mancuso. I protocolli di studio mirano ad individuare nuovi trattamenti riabilitativi che siano focalizzati sulle specifiche difficoltà che un paziente può presentare in seguito ad un evento cerebrale e a implemen­tare nuove metodologie di cura. Ci occupiamo, quindi, di attività di ricerca neuroscientifica traslazionale, ovvero orientata all’applicazione dei risultati ot­tenuti al miglioramento della cura dei pazienti; di condurre studi scientifici in termini di effi­cacia ed efficienza delle prestazioni da attuare durante la sperimentazione e incremento della qualità dell’assistenza al malato; di utilizzare  metodologie innovative e tecniche avanzate di ricerca clinica nell’uomo avvalendosi anche di contributi multidisciplinari e infine di produrre avanzamenti sostanziali nelle neuroscienze e trasferimento dei risultati scien­tifici raggiunti alla pratica clinica attraverso la produzione di articoli scientifici su riviste inter­nazionali”.

Il Direttore generale Antonio Boncompagni ha confermato il valore che l’azienda assegna alla ricerca: “il Bilancio sociale 2018 rappresenta un utile strumento integrativo del Bilancio di esercizio e contiene un doveroso approfondimento relativo alla ricerca. È infatti questa l’attività che più di ogni altra, ha rappresentato il “cambio di passo” di questi ultimi anni. Il sostegno che le è dovuto non si esaurisce certo con questa pubblicazione ma vuole cogliere un’opportunità di confronto ulteriore rispetto a quello strettamente scientifico”.

Boncompagni ha sottolineato poi il valore degli operatori e della loro professionalità: “voglio ringraziarli per l’impegno e la consapevolezza che destinano ad una attività non sempre direttamente gratificante ma che, se vista in un contesto sociale come tenta di farlo vedere questo Bilancio, ci fa cogliere il ruolo strategico che riveste. Prevenire la progressione della disabilità attraverso la riabilitazione sintetizza in termini di ricaduta sociale la nostra funzione e con questi obiettivi possiamo procedere nel nostro percorso”.

25 giugno 2019