CRT, una palestra post Covid per chi è diventato negativo

Un “ponte” per un migliore e più rapido ritorno alla normalità

La riabilitazione è centrale nella strategia anti Covid. Rappresenta il ponte tra l’ospedale e il territorio, tra la degenza e il ritorno a casa intervenendo nei postumi della malattia. Consente di ridurre i tempi per un pieno ritorno alla normalità ed è in grado di attenuare le conseguenze del virus attraverso prestazioni effettuate da professionisti”. Il dottor Paolo Borgheresi è il supervisore del nuovo percorso riabilitativo che verrà effettuato nella nuova palestra che la CRT ha allestito, in brevissimo tempo, per sostenere i pazienti guariti dal Covid.

La Clinica era già organizzata ma ha deciso di rinnovare l’organizzazione  e le attrezzature per dare una risposta rapida ed efficiente come deve essere rapida ed efficiente la riabilitazione – commenta il dottor Ettore Migali, Direttore sanitario della clinica.  “Questa è sicuramente la miglior garanzia di una buona riuscita. Adesso l’attività si svolge tre giorni alla settimana ma in caso di necessità possiamo ampliare  orari e giorni“, aggiunge la Responsabile,  dottoressa Elena Aldinucci che ha seguito la riorganizzazione del servizio e gestisce le  attività riabilitative.

La palestra è al terzo livello dell’ospedale del Valdarno ed effettua  prestazioni ai pazienti che si sono negativizzati ma non hanno risolto tutti i postumi che l’infezione lascia per molto tempo, sia da un punto di vista motorio e sia cardio-respiratorio. E’ dotata di sistemi di monitoraggio in continuo ed è collocata in ambiente esterno al reparto di degenza per una massima protezione dei pazienti in questa fase di emergenza. Garantisce riabilitazione in sicurezza fino ad 8 pazienti ed è una risposta concreta alle necessità in crescita del territorio.

Le  prestazioni possono essere erogate sia convenzionate ASL e sia private. Occorre la richiesta di uno specialista e/o da parte del reparto di dimissione in caso di continuità con il ricovero. Ovviamente per le attività convenzionate occorre l’autorizzazione della ASL.