CRT: un punto informativo in collaborazione con A.TRA.C.TO

Verrà attivato il 1 aprile. Informazioni sui percorsi socio assistenziali e sulle pratiche medico legali

Un punto informativo presso i reparti di degenza, gestito dall’associazione di volontariato A.TRA.C.TO, a disposizione di pazienti e familiari due volte alla settimana.

E’ il frutto della convenzione tra CRT e l’Associazione traumi cranici toscani che collabora, ormai da molti anni, con la clinica. Fornirà informazioni e supporto pratico per l’attivazione delle pratiche medico legali e affiancherà le famiglie per intraprendere i percorsi socio-assistenziali. Riceverà su appuntamento che potrà essere concordato scrivendo a infopoint@crtspa.it.

“Questo servizio – annuncia la Presidente di A.TRa.C.TO, Ivana Cannoni – sarà utile per rafforzare il sostegno alle famiglie in momenti di grande fragilità. E’ infatti una fase molto difficile della vita quella che si presenta a persone, che in seguito ad un trauma cerebrale. devono affrontare un percorso molte volte lungo e ricco di incognite. Complesso per loro e per i familiari. La nostra associazione, sulla base di un’esperienza decennale, ha quindi attivato questo importante servizio presso la CRT e di concerto con essa quale iniziativa tesa a restituire, tramite i propri volontari, l’esperienza maturata”.

La Presidente conferma il valore di questa collaborazione e l’importanza del servizio informativo che diventerà operativo il 1 aprile: “senza alcuna interferenza con i percorsi clinici e riabilitativi, vogliamo affiancare le famiglie per arrivare velocemente a svolgere quelle azioni necessarie per il rientro a casa del paziente. Il collegamento con il territorio per preparare il rientro delle persone con cerebrolesioni acquisite è fondamentale, ed il nostro supporto è proprio in questa direzione”.

La Presidente della CRT, Albarosa Fuccini, sottolinea che  “l’accordo raggiunto rappresenta un punto di partenza importante per contribuire a tenere unite le esigenze delle cure ospedaliere con quelle del rientro nella propria casa. Un rientro che vede in paziente ancora in condizioni  di disabilità che non gli permettono di avere una vita come quella antecedente il trauma. Questa situazione può protrarsi per molti mesi e deve essere gestita con professionalità e nel pieno rispetto della dignità della persona”.

6 marzo 2022