COMUNICATO STAMPA  n. 0918

Sanità: il Centro di Riabilitazione Toscana polo di riferimento del settore

Alla struttura di Terranuova Bracciolini (Ar) e alle sue attività riabilitative guarda tutta la Toscana meridionale. Lucia De Robertis: “Grande capacità di ricerca e innovazione”. Enrico Sostegni: “Esperienza di avanguardia anche dal punto di vista della sperimentazione gestionale”. Simone Bezzini: “Il sistema sanitario toscano non si è fatto schiacciare dall’emergenza pandemica”

di Ufficio stampa, 14 settembre 2021

Il Centro di riabilitazione Toscana di Terranuova Bracciolini (Arezzo), è il punto di riferimento per le attività di riabilitazione funzionale di tutta la Toscana meridionale. In pochi anni, dal 15 luglio 1999, data della sua costituzione formale, una società per azioni a prevalente capitale pubblico, è diventato non solo parte integrante del sistema sanitario regionale, ma anche del sistema di ricerca nazionale nel settore. Con la volontà di sperimentare nuove metodiche che portino nuove cure e percorsi più efficaci. Se n’è parlato questa mattina in una conferenza stampa al palazzo del Pegaso, alla quale hanno preso parte l’assessore alla salute Simone Bezzini, il presidente della commissione Sanità, Enrico Sostegni, la presidente della commissione Ambiente, Lucia De Robertis, con Simona Dei, direttore sanitario dell’Asl Toscana Sud Est, Mauro Mancuso, direttore area dipartimentale di riabilitazione dell’Asl Sud Est e direttore della ricercare scientifica all’interno del centro di riabilitazione; Alessandro Rossi, professore ordinario di neurologia all’Università di Siena e direttore del dipartimento di neuroscienze dell’ateneo senese; Laura Abbruzzese, responsabile del Centro ricerca della clinica di riabilitazione toscana;  Albarosa Fuccini, p

residente del CdA della clinica di riabilitazione.

La presidente della commissione Ambiente, Lucia De Robertis, pensa ai “tanti cittadini toscani e non toscani che”, grazie a questo centro, “usufruiscono e usufruiranno delle grandi capacità d’innovazione che la ricerca ha portato. Si tratta di una bella idea – spiega –, in un momento in cui ci lamentiamo tutti per i pochissimi soldi spesi in ricerca. Soldi che poi sono investimenti: rendere percorsi assistenziali più corretti, coerenti moderni, più allineati ai bisogni delle persone ci fa molto piacere e ci fa sentire orgogliosi di appartenere anche a questa sanità toscana, che dopo il Covid, è chiamata a ripartire e tornare a quella grandezza a livello nazionale che la caratterizza e scrivere ancora un pezzo di storia”.

“Ricerca, sperimentazione, presa in cura accurata con attenzione non soltanto alla parte sperimentale innovativa, ma soprattutto alla qualità della vita delle persone”, questo il lavoro che sis fa al Centro di riabilitazione, spiega Simona Dei. Siamo di fronte a un “centro di eccellenza, perché rappresenta uno strumento irrinunciabile nell’evoluzione che sta vivendo in questo momento lo studio del cervello”, sostiene Alessandro Rossi, professore ordinario di neurologia all’Università di Siena e direttore del dipartimento di neuroscienze dell’ateneo senese. “C’è un interesse particolare, in tutti i modi si vuole fare del paziente il centro di tutte le attività”, aggiunge Albarosa Fuccini, presidente del CdA della clinica di riabilitazione. “L’attività è essenzialmente orientata a produrre risultati per migliorare i percorsi di cura dei pazienti. La ricerca costituisce un potente veicolo, costringe a un confronto continuo a livello internazionale”, conferma Laura Bruzzese, responsabile del Centro ricerca della clinica di riabilitazione toscana.

“Il Consiglio regionale è a disposizione per discutere insieme su come si fa a traghettare ancora più avanti il tema della ricerca e dell’innovazione, perché vogliamo che la Toscana rimanga anche in futuro all’avanguardia nel creare e sviluppare conoscenza“, dice il presidente della commissione Sanità, Enrico Sostegni. L’attività del Centro “focalizza alcuni aspetti essenziali dell’organizzazione del sistema sanitario della nostra Regione. L’aspetto della ricerca: con lo sviluppo della conoscenza, anche i sistemi più avanzati sono destinati a un arretramento se non dedicano alla ricerca, teorica e poi applicata, un’ingente quantità di risorse, di menti, di spazi e luoghi di attuazione. E quando parliamo di questo centro – conclude Sostegni – viene in evidenza anche l’aspetto delle sperimentazioni gestionali

: siamo di fronte a una gestione privata con maggioranza pubblica, che ha portato un risultato importante”.

“Ho accettato volentieri l’invito a questa conferenza stampa – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini –. Questa esperienza dà il senso di un sistema sanitario toscano che nonostante la vicenda pandemica non si è fatto schiacciare e c’è stata la capacità di proseguire un lavoro che si fonda su capisaldi estremamente importanti e rilevanti. La relazione di forte interazione tra l’attività clinica sul campo e la ricerca è un elemento particolarmente significativo”.

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