CRT: rinnovata la certificazione di qualità 

E’ per le attività riabilitative e di ricerca, con l’inserimento di una importante novità: le prestazioni neuropsicologiche. Il “timbro” internazionale è del del Bureau Veritas

Una conferma del livello delle prestazioni della Clinica di Riabilitazione Toscana: l’ente di certificazione internazionale Bureau Veritas ha rinnovato la certificazione di qualità delle sue attività riabilitative e di ricerca.

E’ un’attestazione che interessa anche una delle novità più significative introdotte negli ultimi anni. “Ci riferiamo – ricorda il Direttore generale Antonio Boncompagni – all’erogazione delle prestazioni neuropsicologiche, un servizio che ha avuto esplicitazione nel certificato stesso. E’ diretto dal nostro Coordinatore clinico Cristiano Scarselli e dal neuropsicologo Alessio Damora. Grazie al loro lavoro e a quello di tutti gli operatori, questo servizio è riuscito a consolidare, in poco tempo, competenze e organizzazione tali da dare risposte alle esigenze dei pazienti degenti ed esterni, provenienti dalle varie Aree vaste. Inoltre la collaborazione con l’università Bicocca di Milano si è concretizzata con un rapporto diretto con la Scuola di specializzazione in Neuropsicologia che ha reso la CRT un riferimento per la formazione dei suoi iscritti”.

La prestazioni neuropsicologiche sono oggi un ulteriore elemento di caratterizzazione della Clinica: “è il segno – commenta il Responsabile neuropsicologo Alessio Damora – dell’importante ruolo che ha assunto tale disciplina all’interno del nostro team ed all’interno del progetto riabilitativo, con sempre maggiore qualificazione della visione neuroriabilitativa che ci contraddistingue. Ciò richiede una particolare attenzione all’impostazione del percorso ed alla cura dei disturbi cognitivo-comportamentali conseguenti alle varie cerebrolesioni acquisite, oggetto delle nostre cure (es. cerebrovascolari, traumatiche, infettive, anossiche, ecc..); con necessità di un continuo monitoraggio valutativo, confronto e puntuale ridefinizione delle terapie e degli obiettivi in equipe, differenziandosi in questo, da quelle terapie che hanno maggiore possibilità di programmazione e definizione dell’outcome in fase iniziale (come per esempio la riabilitazione motoria ortopedica)”.

7 febbraio 2024